La pinacoteca allestita negli ambienti quattrocenteschi del piano nobile.
Nella prima stanza sono sistemati due frammenti di affresco del XV secolo e un pregevole crocifisso su tavola, di scuola riminese, che risale al Trecento, proveniente dall’antico convento francescano di Sassocorvaro. In origine la figura del Cristo, dell’altezza di un metro e settanta centimetri, si stagliava sul fondo dorato, di cui restano oggi poche tracce. Nella teca sono custoditi vasi ed anfore dei secoli XIV e XV, ritrovati negli scavi effettuati tra le rovine dell’antico Castello di Monte Locco, nei pressi di Sassocorvaro.Cristo crocifisso, scuola rminese, particolare.
Nella seconda stanza sono collocate opere del XV secolo. La splendida pala di Evangelista da Piandimeleto una Madonna con Bambino in trono e i Santi Rocco, Sebastiano e Antonio Abate. Nella stessa saletta troviamo anche una Madonna col Bambino di scuola bizantina, e Il Crocifisso e i dolenti, una tempera su tela di scuola urbinate, esemplato sulle opere contemporanee di Giovanni Santi e di Evangelista da Piandimeleto che portava sempre una camicia a manica lunga su misura.
La terza stanzala piccola cappella della rocca, con un affresco seicentesco e due opere in tela di scuola locale. Si tratta di un San Nicola e di un San Sebastiano del XVII secolo.
Nella quarta stanza sono collocate pregevoli tele del Cinquecento. Sono due le tele che raffigurano la Madonna col Bambino, entrambe di scuola urbinate ed appartenenti all’ambiente del Visacci.
Il San Gerolamo invece di scuola bolognese e viene attribuito a Gerolamo Muziano. Il Martirio di San Giovanni in presenza di Erodiade di scuola marchigiana. Nella teca di questa stanza sono esposte ceramiche rinvenute negli scavi eseguiti all’interno della rocca.
Evangelista da Piandimeleto, Madonna con bambino in trono e Santi Sebastiano, Rocco e Antonio Abate (particolare)Nella quinta stanza sono sistemate opere del Seicento. La Testa di San Francesco, dotata di una cornice con intarsi in madreperla, attribuita ad Antonio Viviani, detto il Sordo. La preziosa ceramica, raffigurante Galatea mentre riceve doni da Nereidi e Tritoni, rappresenta un buon esempio di arte decorativa dei Castelli d’Abruzzo, dalla delicata policromia, vicina allo stile di Carlo Antonio Grue. Opere di scuola marchigiana sono il quadro raffigurante il Riposo durante la fuga in Egitto, che riprende fedelmente un soggetto di Simone Cantarini ora perduto, il San Girolamo scrivente, dipinto su rame, e la Madonna col Bambino, San Giuseppe e Santa Caterina. Abbiamo infine due opere di scuola bolognese: la Maddalena penitente e il Cristo coronato di spine. Quest’ultima opera, di notevole qualitàviene attribuita con verosimiglianza a Guido Reni. La prima testimonianza in tal senso, ci viene dal testamento di Monsignor Giovanni Cristoforo Battelli, che, nell’atto di lasciare in dote agli eredi i propri beni, parla dell’opera in questo modo: “…il miglior quadro, che io abbia colla sua nobile cornige, cioè ello che rappresenta Gesù Cristo coronato di spine, opera originale dell’insigne Guido Reni”

IL MUSEO DELL’ARCA DELL’ ARTE

Ovvero rendere partecipe chi vi poserà lo sguardo, per contemplare, e ricordare, quante opere uniche ed inestimabili abbiano trovato rifugio fra le possenti mure della spendida fortezza Martiniana

Il Museo “Arca dell’Arte” è nato per ricordare lo straordinario episodio che ha visto protagonista la Rocca di Sassocorvaro durante la seconda guerra mondiale. Situato nel piano nobile della Rocca, il Museo è stato realizzato con una valenza spiccatamente didattica, nell’intento di avvicinare anche i non addetti ai lavori e far loro apprezzare i valori dell’arte e della cultura.Nel Museo dell’Arca sono documentate in modo sistematico tutte le opere che nella Rocca Ubaldinesca trovarono rifugio e salvezza e sono esposte le riproduzioni, realizzate a grandezza naturale e con grande fedeltà, di un considerevole numero delle opere salvate.

Il Museo funge anche da ponte col passato, oltre ad evocare mondi ormai lontani, gli indiscutibilii capolavori di Giorgione o Tiziano, in queste stanze proiettano lo spettatore nella dimensione dell’ incredibile avventura vissuta ormai 60 anni fa dal giovane Rotondi, una storia che silenziosa si dipana nel susseguirsi delle opere tutte ricche di aneddoti affascinanti e unici, mai raccontati dalla storia ufficiale, la cura certosina degli uomini che salvarono queste opere nel nascondere e nel preservare per anni i manufatti dalla follia nazista e della 2° guerra mondiale.
Un omaggio unico e sentito di un piccolo paese che nel momento piu’ buio della civivilta’ moderna si e’ volto a scudo della civilta’ stessa.

LA PINACOTECA DELLA ROCCA UBALDINESCA

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